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![]() Lydia, 600-570 a.C. | ![]() Ionian, Ephesos, V° sec. a.C. |
![]() Ionian Mysia, Kyzicos, 520 a.C. | ![]() Corinto, 525-500 a.C. |
![]() Aegina, 485-480 a.C. | ![]() Thasos, 420 a.C. |
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Si è pensato piuttosto ad una lega monetaria di città achee unite da interessi commerciali; ma le lotte feroci tra le medesime città e la presenza di città non achee come Taranto e Zancle sembrano smentirla.![]() |
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crotoniati verso il 511-510, permettendo quindi di stabilire la data di cessazione della sua produzione monetaria.
La leggenda è SU retrogrado. Il tipo scelto a simbolo della città fu il toro retrospiciente, reso con indubbio pregio estetico. Potrebbe essere la personificazione di un fiume o forse un lontano ricordo di ascendenze micenee. La manifattura è ben curata con tondello largo e sottile. Solo in pochissimi esemplari, tardi e forse successivi alla distruzione della città, assistiamo al degrado del tondello osservabile nelle altre monetazioni incuse.![]() Sibari, 550-510 a.C. | ![]() Sibari, 530-510 a.C. |
![]() Siri, 560-530 a.C. | ![]() Siri Pixunte, 560-530 a.C. |
![]() Laos, 510-500 a.C. |
vera ricchezza della città era l’agricoltura. Le emissioni si protrassero per almeno settanta anni e pertanto sono discretamente numerose ancora adesso. Le prime emissioni furono le più curate nella fattura del tondello, che appare quasi perfettamente circolare, sottile e largo. La spiga, molto rilevata, appare un pò rigida e stilizzata nelle prime emissioni, per farsi morbida e leggiadra nella fase successiva. Si aggiunsero ben presto simboli quali controlli delle varie emissioni: dapprima una cavalletta, poi teste d’asino, conchiglie, delfini, lucertole. A seguire come variante sul rovescio compare una bellissima testa di toro affacciata.
La leggenda varia da META, diritto e retrogrado, a METAP a METAPONTI
Con il passare degli anni il tondello si inspessisce mentre il diametro diminusice. La cura precedentemente prestata alla perfezione di ogni esemplare, va scemando. Le monete diventano trascurate, soprattutto nella preparazione dei tondelli, fase da cui dipende la riuscita artistica dell’incuso, la spiga d’orzo appare una stanca ripetizione di se stessa.![]() Metaponto, 550-530 a.C. | ![]() Metaponto, 530-510 a.C. |
![]() Metaponto, 530-510 a.C. | ![]() Metaponto, 530-510 a.C. |
![]() Metaponto, 530-510 a.C. | ![]() Metaponto,simbolo cavalletta,530-510 a.C. |
![]() Kroton, simbolo cicogna, 530-510 a.C. | ![]() Kroton, 530-510 a.C. |
![]() Kroton, 530-510 a.C. | ![]() Kroton, 530-510 a.C. |
![]() Kaulonia, 530-510 a.C. | ![]() Kaulonia, triscele, fine V° sec. a.C. |
![]() Taranto, 520-510 a.C. | ![]() Taranto, 272-235 a.C. |
Egli è ritratto andante verso destra, ignudo, se non per la clamide sulle spalle, nell’atto di scagliare il tridente con la destra alzata sopra la testa. Anche in questo caso assistiamo ad una raffigurazione particolarmente riuscita dal punto di vista artistico, forse ispirata ad un oggetto di arte statuaria noto agli incisori. Come per gli stateri di Caulonia, il tipo di questa moneta trova riscontri artistici in alcune statue di Kuroi arcaici. La figura del dio è inserita nel tondello con rara maestria in un perfetto equilibrio di spazi e rilievi. Si tratta forse del capolavoro dell’arte arcaica sulle monete incuse.![]() Poseidonia, 540-510 a.C. | ![]() Poseidonia, 540-510 a.C |
![]() Reggio, dracma, 510-500 a.C. | ![]() Zancle, c.ca 520 a.C. |
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